
Cluster radiale con sorgente distribuita.
Sistema di diffusione sonora orbitale, orientabile a 360°.
c'è una decentralizzazione della sorgente e ad ogni speaker puo' essere assegnata una frequenza differente.
Non esiste un punto di ascolto: non c'è un punto predeterminato, né per l’oggetto né per l’ascoltatore. L'ascolto si costruisce nello spazio.
Il progetto si colloca all’intersezione tra pratiche di ascolto situato, spazializzazione del suono e progettazione di sorgenti distribuite.
In contrasto con il paradigma tradizionale del diffusore frontale — orientato verso un punto di ascolto ideale — questo sistema propone una decentralizzazione della sorgente e dell’esperienza percettiva.
La configurazione multi-emettitore, organizzata secondo una geometria radiale, dissolve la nozione di origine univoca del suono, favorendo invece una condizione di emissione diffusa e relazionale. L’assenza di un asse privilegiato e la possibilità di rotazione introducono una dimensione dinamica, in cui la spazialità sonora non è fissa ma continuamente ridefinita.
Realizzata in stampa 3D per avere la massima libertà di progettazione, rimane sospesa un una cornice di paulownia, legno storicamente legato a strumenti della tradizione liutaia giapponese come il koto, che non proiettano il suono, ma lo fanno vibrare nello spazio.
L’unità può essere pensata per essere completa, oppure per essere connessa.
Non esiste “setup ideale”, esistono strutture situate.
Possiamo costruire torri, distribuzioni, cluster, ma non esiste una configurazione corretta.
Il sistema emerge quando più elementi entrano in relazione — nello spazio, nel tempo, e nella percezione.
Ogni disposizione genera una condizione di ascolto diversa.
In questo senso, non progettiamo un impianto, ma un sistema aperto, che si definisce ogni volta attraverso l’uso.