5 colori per 5 tipi di ascoltatori. 5 DAC con VU meter e 5 casse bluetooth con VU meter
Diversi colori, un unico oggetto. Ogni variante non modifica il suono, ma il modo in cui lo si immagina, lo si cerca.
È un modo per rendere visibile qualcosa che di solito resta implicito: il fatto che non ascoltiamo mai in modo neutro.
Questa serie introduce una scelta prima dell’ascolto, che inevitabilmente orienta la percezione e l'aspettaiva.
Scegliere un colore significa riconoscersi in una forma di ascolto — o forse, iniziare a costruirla.
AZZURRO
Studio di Fonologia di Milano della RAI
L’azzurrino RAI è: analisi, ricerca, sperimentazione.
Suono come oggetto di studio
Si ascolta: la forma, la materia, lo spazio.
Nella Milano del dopoguerra, tra nastri magnetici e primi dispositivi elettronici, il suono diventa oggetto di ricerca.
Non si ascolta per riconoscere, ma per scoprire. Ogni dettaglio, anche il più marginale, acquisisce peso.
Questo colore porta con sé un’idea di ascolto come attenzione profonda.
VERDE
Farfisa Compact Deluxe
Il verde Farfisa rappresenta l’ingresso dell’elettronica nella musica pop e il design italiano anni ’60: modernista, accessibile, domestico.
È un ascolto: situato, corporeo, sociale.
Negli anni sessanta, l’elettronica esce dai laboratori e si mescola alla vita quotidiana. Entra nelle case, nelle chiese, nei piccoli palchi. Diventa accessibile, familiare, parte di un paesaggio sonoro in continua espansione.
Questo verde non impone, ma accoglie: suggerisce un ascolto che non analizza, ma permane.
GIALLO
EDP Wasp
Il giallo Wasp rompe tutto: economico, plastico, accessibile, permette sperimentazione indipendente e gesto diretto.
Introduce un ascolto: fragile, immediato, non completamente controllabile.
Negli anni '70 con strumenti economici e materiali non convenzionali, la sintesi esce dai circuiti ufficiali e si apre a un uso diretto, personale, spesso imprevedibile. Non c’è più una distanza tra gesto e risultato: tutto accade nello stesso momento.
Questo colore è associato ad un ascolto in divenire, imperfetto, anti-ideale, in cui il suono non è mai “finito”.
BLU
Roland SH 101
Con questo blu succede qualcosa di fondamentale: il suono diventa strumento costruttivo. Non è più solo esperienza, ma anche funzione.
È un ascolto: orientato al risultato, strutturato, operativo.
Con la diffusione degli strumenti elettronici giapponesi negli anni '80, la sintesi si stabilizza. Le interfacce diventano leggibili, i gesti standardizzati, i risultati prevedibili. Si ascolta per fare, per comporre, per lavorare.
Questo blu introduce una forma di chiarezza: un ascolto che non si impone, ma sostiene.
ROSSO
Clavia Nord Lead
Un rosso che riprende l’analogico, ma lo porta nella performance contemporanea
È: presenza scenica, immediatezza live, consapevolezza.
L'ascolto è contingente. Si ascolta mentre si agisce davanti ad altri.
Negli anni '90, riprendendo e reinterpretando la tradizione, questi strumenti riportano l’elettronica al centro della performance. Non più nascosta dietro il processo, ma esposta, visibile, immediata.
Questo rosso non chiede distanza né controllo: chiede partecipazione. Un ascolto che coincide con l’essere nel presente, ma con memoria, riconoscendo le tracce di ciò che lo ha preceduto.