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Un acusmonium interstiziale per l’attivazione temporanea dei luoghi attraverso l’ascolto

L’acusmonium è un sistema di diffusione audio spazializzato. Per il Festival des Cabanes, MAST Audio sta progettando un acusmonium wireless e ad alimentazione autonoma: un sistema pensato per portare la pratica dell’ascolto spazializzato in luoghi nei quali una tradizionale infrastruttura audio risulterebbe invasiva, complessa o semplicemente impraticabile. Luoghi nei quali la completa reversibilità e la non invasività diventano principi progettuali.

Grazie all’acusmonium mobile, il concerto avviene nel paesaggio, attraverso una distribuzione delle sorgenti sonore nello spazio senza l’ausilio di cablaggi o generatori di corrente. Il dialogo tra musica e natura è diretto: non ci sono palchi o strutture, solo diffusori. L’obiettivo è ridurre al minimo l’infrastruttura per aumentare la relazione con il luogo.

Il paesaggio sonoro circostante può entrare nelle composizioni e le condizioni acustiche e ambientali rendono ogni ascolto unico e irripetibile.

L’ascolto così immaginato diventa un’esperienza immersiva e distribuita, nella quale ogni ascoltatore costruisce una relazione propria con il luogo. La costellazione temporanea di diffusori permette a ogni corpo di definire una propria traiettoria percettiva, scegliendo come muoversi nello spazio o dove sostare.

Il suono torna a essere ambiente e l’ambiente non viene modificato per ospitarlo. All’interno di questo nuovo spazio temporaneo l’ascoltatore può muoversi, scegliere la propria posizione, avvicinarsi o allontanarsi da una sorgente e ascoltare il paesaggio insieme all’opera.

L’acusmonium mobile permette inoltre esecuzioni in luoghi difficilmente raggiungibili, rendendo possibile scoprire continuamente nuovi spazi e nuove condizioni d’ascolto e trasformando la relazione fra suono, spazio e ascoltatore in una pratica collettiva fatta di ascolto situato ed esplorazione.

È interstiziale perché è stato pensato per luoghi non programmati, marginali o di transizione, ma anche perché il progetto stesso vive in uno spazio interstiziale: tra sala e paesaggio, tra tecnologia e natura, tra composizione e soundscape.

L’attivazione dei luoghi è temporanea: il luogo non viene trasformato fisicamente, viene trasformato percettivamente. L’infrastruttura minima permette di generare un’esperienza senza lasciare altra traccia che l’esperienza stessa.

Solo per un tempo limitato il luogo viene ascoltato in un altro modo, viene attivato; alla fine del concerto torna a essere sé stesso. Ogni intervento è pensato per essere totalmente reversibile e non invasivo nei confronti del paesaggio che lo ospita.

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“It is far more glorious to carve and paint the very atmosphere and medium through which we look.”
— Henry David Thoreau, Walden (1854)

 

Il cuore del progetto: la console digitale wireless

Per rendere possibile questa idea di infrastruttura minima, MAST Audio sta sviluppando una console specificamente concepita per governare un sistema di diffusori autonomi distribuiti liberamente nello spazio.

La console mette a disposizione fino a 62 canali indipendenti, controllati attraverso altrettanti slide fisici. Il movimento viene acquisito ad alta velocità per mantenere immediata la relazione tra gesto dell’interprete e trasformazione dello spazio sonoro.

Ogni canale dispone inoltre di una regolazione indipendente del livello massimo, utilizzata durante l’installazione per accordare il sistema rispetto alla posizione, alla distanza e alla funzione dei diversi diffusori. Taratura e performance rimangono così due momenti distinti: prima si costruisce l’equilibrio acustico del luogo, poi gli slide diventano lo strumento dell’interprete.

Un ingresso capace di controllare la qualità del segnale

L’ingresso audio stereo è progettato per adattarsi a sorgenti differenti, da un normale segnale di linea fino all’uscita audio di un computer.

La console controlla continuamente il segnale ricevuto. Due VU meter visualizzano i livelli destro e sinistro e il sistema riconosce e segnala eventuali condizioni di sovraccarico o distorsione prima che possano compromettere l’ascolto.

Una costellazione di diffusori autonomi

Ogni diffusore è un’unità mono, wireless e alimentata a batteria, dotata della propria elettronica di controllo.

Console e diffusori comunicano direttamente tra loro senza richiedere router, access point o altre infrastrutture di rete. Ogni cassa possiede una propria identità, viene riconosciuta automaticamente dalla console e può essere collocata liberamente nello spazio.

Il numero dei diffusori non è vincolato al numero degli slide. Uno stesso canale può controllare più casse contemporaneamente, permettendo di costruire costellazioni sonore differenti per dimensione e geometria senza modificare la struttura della console.

Il sistema può quindi adattarsi al luogo invece di chiedere al luogo di adattarsi al sistema.

Ogni diffusore conserva la propria identità acustica

L’appartenenza allo stesso canale non rende le casse necessariamente identiche.

Ogni diffusore dispone di una propria equalizzazione a cinque bande, regolabile individualmente dalla console. Due casse controllate dallo stesso slide possono quindi essere accordate diversamente in funzione della loro posizione, della distanza dagli ascoltatori e delle caratteristiche acustiche dello spazio circostante.

La distribuzione sonora può così essere calibrata direttamente nel luogo e per il luogo.

Una rete che racconta il proprio stato

Il touchscreen della console restituisce una visione complessiva dell’installazione. Tutti i diffusori vengono mostrati in un elenco attraverso il quale è possibile verificarne presenza, canale associato, autonomia residua, qualità del collegamento e stato di funzionamento.

Selezionando una singola cassa è possibile accedere alla sua configurazione, associarla a uno slide e modificarne l’equalizzazione.

La console controlla inoltre lo stato delle batterie dell’intero sistema e segnala immediatamente eventuali condizioni critiche. L’interprete può quindi conoscere lo stato di una costellazione anche molto estesa di diffusori senza dover raggiungere fisicamente ogni elemento dell’installazione.

Fisico nella performance, digitale nella gestione

Il principio fondamentale della console MAST è mantenere fisico tutto ciò che appartiene al gesto dell’interprete e affidare al digitale ciò che riguarda configurazione, controllo e diagnostica.

Gli slide rimangono il centro della performance: un’interfaccia diretta tra mano, intensità e spazio.

Il touchscreen rimane invece sullo sfondo e rende gestibile la complessità del sistema: riconosce i diffusori, permette di costruire le associazioni, ne controlla la taratura, monitora le batterie e supervisiona l’intera installazione.

La tecnologia non aggiunge quindi infrastruttura visibile al luogo, ma lavora per farla scomparire.

L’acusmonium può essere trasportato, distribuito nello spazio, acceso e configurato direttamente sul luogo della performance, senza cablaggi di controllo, reti esterne o generatori.

Una volta terminato l’ascolto, la costellazione si dissolve.

Il luogo torna a essere sé stesso.

MAST Audio

www.mastaudiomilano.com

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